venerdì 6 febbraio 2015

Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu

4 libri, 4 mondi diversi.

Qualcosa di vecchio:

Nel 2013 avevo l'abitudine di lasciare tutto poco prima della fine: che fosse un libro o un corso ero inconcludente. Stamattina mentre faccio colazione mi decido e lo ripendo in mano. Notizia sconvolgente a tratti allucinante: mi mancavano sì e no 15 pagine. Nonostante il non finale mi è davvero piaciuto. 
Adolf Hitler si risveglia in un cortile della Berlino odierna e si ritrova a dover affrontare la modernità e le difficoltà annesse per un uomo della sua epoca e della sua personalità. 
Tra equivoci e malintesi Adolf riesce ad inserirsi piuttosto bene e l'autore tramite il suo personaggio ha trovato un escamotage per criticare e sbeffeggiare tutta la classe politica tedesca e non. Vale la pena.  






Qualcosa di nuovo: 

Questa lettura ovviamente è stata la conseguenza della vicenda di Charlie Hebdo. Un libro quasi profetico che esce proprio nei giorni dell'attacco alla redazione del giornale satirico. Non senza pregiudizi mi sono avvicinata a questo romanzo che mi ha invece piacevolmente colpito. Una sezione locale dei Fratelli Musulmani vince le elezioni e sotto il silenzio e l'indifferenza la Francia si lascia plasmare come pasta di sale. Complice la personalità del presidente di partito Ben Abbes e il bisogno di una guida ecco che tutto cambia.  Il protagonista, un professore poco soddisfatto della sua professione trascina il lettore attraverso i suoi occhi stanchi e disillusi.
                                                                 








Qualcosa di prestato:  

L'anima si sceglie il proprio compagno 

Poi - chiude la porta- 
così che la maggioranza divina
non possa più turbarla 

Impassibile - vede i cocchi - che si fermano
laggiù al cancello
Impassibile -vede un Re inginocchiarsi
alla sua soglia 

Io so che - tra tantissimi 
L'anima ne scelse uno
Per poi sigillare -come fossero pietra-
le valve della sua attenzione.

(!862)

Dopo che ho sentito dedicare dal marito alla mia cara amica questa poesia il giorno del loro matrimonio, oltre a commuovermi, ho sentito il bisogno di tuffarmi in un oceani di "Silenzi".


Qualcosa di blu:

La Palestina da tanto e toglie ancora di più. E' un'esperienza e così improvvisamente ti ritroci a dire tutti gli anni "l'anno prossimo a Gerusalemme", che paradossalmente è  in Palestina ma che in realtà non lo è. Una città che è contemporaneamente in Palestina e in Israele a seconda di chi lo chiedi (come il gatto di Schrödinger che è sia vivo che morto). 
Suad Amiry tiene un diario in cui mescola ironia e lucidità politica, le malefatte di Sharon e quelle di sua suocera. 




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